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Analisi della struttura patrimoniale del Gruppo

Milioni di euro    
al 31.12.2016   al 31.12.2015 2016-2015 
Attività immobilizzate nette:
- attività materiali e immateriali92.31888.6863.6324,1%
- avviamento13.55613.824(268)-1,9%
- partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto1.558607951-
- altre attività/(passività) non correnti nette(802)1.092(1.894)-
Totale attività immobilizzate nette106.630104.2092.4212,3%
Capitale circolante netto:    
- crediti commerciali13.50612.7977095,5%
- rimanenze2.5642.904(340)-11,7%
- crediti netti verso operatori istituzionali di mercato(3.592)(4.114)522-12,7%
- altre attività/(passività) correnti nette(5.201)(5.518)317-5,7%
- debiti commerciali(12.688)(11.775)(913)-7,8%
Totale capitale circolante netto(5.411)(5.706)2955,2%
Capitale investito lordo101.21998.5032.7162,8%
Fondi diversi:    
- benefíci ai dipendenti(2.585)(2.284)(301)-13,2%
- fondi rischi e oneri e imposte differite nette(8.517)(8.413)(104)-1,2%
Totale fondi diversi(11.102)(10.697)(405)-3,8%
Attività nette possedute per la vendita111.490(1.479)-99,3%
Capitale investito netto90.12889.2968320,9%
Patrimonio netto complessivo52.57551.7518241,6%
Indebitamento finanziario netto37.55337.5458-

Le attività materiali e immateriali, inclusi gli investimenti immobiliari, ammontano al 31 dicembre 2016 a 92.318 milioni di euro e presentano complessivamente un incremento di 3.632 milioni di euro. Tale incremento è originato essenzialmente dagli investimenti del periodo (8.552 milioni di euro) e dall’effetto positivo delle differenze di traduzione dei bilanci in valuta estera per 2.735 milioni di euro, queste ultime particolarmente significative relativamente al dollaro statunitense, al peso colombiano e al rublo russo. Tali effetti sono solo parzialmente compensati dagli ammortamenti e impairment rilevati nell’esercizio per 5.359 milioni di euro e dalla variazione nel perimetro di consolidato (negativa per 2.268 milioni di euro). Quest’ultima si riferisce sostanzialmente alle cessioni effettuate nel mese di dicembre negli Stati Uniti a seguito degli accordi di joint venture con General Electric (EGPNA Renewable Energy Partners, Cimarron e Lindahl).

L’avviamento, pari a 13.556 milioni di euro, presenta un decremento di 268 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015. La variazione dell’esercizio è dovuta sostanzialmente alla riduzione del goodwill (per 237 milioni di euro) rilevato sulla CGU Romania a seguito della definizione del lodo arbitrale relativo alla put option sul 13,6% delle azioni di Enel Distributie Muntenia ed Enel Energie Muntenia e del contestuale venir meno del tag along right esistente su un’ulteriore quota del 10%, nonché all’impairment rilevato sul goodwill di Nuove Energie per 26 milioni di euro.

Le partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto sono pari a 1.558 milioni di euro, in incremento di 951 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015. Tale incremento risente principalmente delle variazioni di perimetro relative alle quote residue, a valle delle rispettive cessioni, in OpEn Fiber (residua dopo la cessione del 50% a Cassa Depositi e Prestiti avvenuta a fine dicembre 2016), Enel Green Power North America Renewable Energy Partners (“EGPNA REP“, veicolo nella quale sono confluiti gli impianti operanti negli Stati Uniti per i quali è stato raggiunto un accordo di partnership con General Electric) e Slovak Power Holding (dove è confluita la partecipazione del 66% di Slovenské elektrárne e che poi è stata ceduta per il 50% a fine luglio 2016). Tali effetti sono parzialmente compensati dai dividendi pagati, al netto delle quote rilevate a Conto economico per la quota di risultanza di pertinenza del Gruppo.

Il saldo negativo delle altre attività/(passività) non correnti nette al 31 dicembre 2016 è pari a 802 milioni di euro, con un decremento di 1.894 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 (che evidenziava un valore con saldo positivo per 1.092 milioni di euro). Tale variazione è imputabile principalmente:  

  • al decremento, pari a 1.749 milioni di euro, delle attività nette relative a derivati di cash flow hedge (in particolare relative a coperture sul rischio cambio);
  • al rimborso (per 229 milioni di euro comprensivo della quota capitale e interesse) del credito relativo alle annualità 2004-2010 emerso in seguito alla presentazione delle istanze di rimborso per le maggiori imposte sui redditi versate per effetto della mancata deduzione parziale dell’IRAP nella determinazione del reddito imponibile IRES;
  • all’aumento delle altre passività non correnti principalmente a seguito dell’aumento di alcune passività di natura regolatoria in Argentina e Brasile per complessivi 113 milioni di euro, nonché della riclassifica dal fondo incentivo all’esodo delle competenze da erogare ai dipendenti che hanno cessato la propria posizione lavorativa in applicazione dell’art. 4 della legge n. 92/2012 (per 87 milioni di euro al netto dei pagamenti effettuati);
  • all’incremento pari a 390 milioni di euro delle attività finanziarie da accordi per servizi in concessione, da correlare in parte alla variazione dei tassi di cambio, in parte agli investimenti riconosciuti nell’esercizio.

Il saldo negativo del capitale circolante netto è pari a 5.411 milioni di euro al 31 dicembre 2016, con un decremento di 295 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015. La variazione è imputabile ai seguenti fenomeni:

  • incremento dei crediti commerciali, pari a 709 milioni di euro, principalmente concentrato in Italia per la modifica dei termini di pagamento applicati alle fatture per il servizio di trasporto dell’energia elettrica in seguito all’entrata in vigore a partire del 1° gennaio 2016 della delibera dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico - AEEGSI n. 268/2015 (c.d. “Codice di Rete”);
  • decremento delle rimanenze, pari a 340 milioni di euro, quasi interamente attribuibile ai certificati ambientali;
  • incremento dei crediti netti verso operatori istituzionali di mercato, pari a 522 milioni di euro, principalmente in Italia, a seguito della delibera AEEGSI n. 268/2015 (c.d. “Codice di Rete”) che prevede una differente metodologia nella determinazione delle componenti tariffarie A e UC. A tale effetto si aggiunge il decremento dei crediti netti relativi ai premi per la continuità del servizio;
  • decremento delle altre attività correnti al netto delle rispettive passività per 317 milioni di euro. Tale variazione è imputabile ai seguenti fenomeni:
    • incremento dei crediti netti per imposte sul reddito per 469 milioni di euro, pur in presenza di imposte pagate nel corso dell’esercizio per 1.959 milioni di euro;
    • incremento delle altre passività correnti nette per 1.173 milioni di euro, principalmente relative ai maggiori debiti per dividendi da erogare, pari a 1.070 milioni di euro. La variazione è prevalentemente giustificata dalla reintroduzione del pagamento di un acconto sul dividendo di Enel SpA pari a 0,09 euro per azione, in pagamento dal 25 gennaio 2017, per complessivi 915 milioni di euro, e dai maggiori debiti per penalità da riconoscere ai clienti. Tale effetto è parzialmente compensato dalla riduzione dei debiti per acquisto partecipazioni che risente della sopracitata definizione del lodo arbitrale relativo alla put option sul 13,6% delle azioni di Enel Distributie Muntenia ed Enel Energie Muntenia e del contestuale venir meno del tag along right esistente su un’ulteriore quota del 10% (per complessivi 377 milioni di euro);
    • maggiori attività finanziarie correnti nette per 1.142 milioni di euro, da riferire sostanzialmente all’incremento del fair value attivo degli strumenti derivati, prevalentemente di copertura cash flow hedge su cambi e prezzi commodity;
    • incremento degli altri debiti tributari netti diversi dalle imposte sul reddito per 122 milioni di euro, riferibili essenzialmente alle imposte erariali e addizionali sui consumi di energia elettrica e di gas metano;
  • incremento dei debiti commerciali, pari a 913 milioni di euro, sostanzialmente relativo alla variazione dei tassi di cambio cui si associa, in Italia, l’effetto della dilazione riconosciuta per il versamento di alcune componenti tariffarie relative alla distribuzione di energia elettrica.

I fondi diversi, pari a 11.102 milioni di euro, registrano un incremento di 405 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. Tale variazione è sostanzialmente da ricondurre ai seguenti fattori:

  • incremento dei benefíci relativi al personale per 300 milioni di euro, principalmente per effetto della riduzione dei tassi di attualizzazione, nonché dell’andamento dei tassi di cambio;
  • riduzione dei fondi rischi e oneri per 431 milioni di euro; tale variazione è prevalentemente imputabile agli utilizzi del fondo oneri per incentivi all’esodo (principalmente in Italia e Spagna) per 310 milioni di euro cui si associa il rilascio del fondo accantonato al fondo contenzioso relativamente al contenzioso SAPE per 80 milioni di euro;
  • aumento della passività per imposte differite nette per 511 milioni di euro, relativa principalmente alle differenze cambio sulle passività fiscali differite nette riferite alle società aventi valuta diversa dall’euro e all’adeguamento della fiscalità differita in Perù a seguito della riforma fiscale effettuata che ha alzato le aliquote fiscali.

Le attività nette possedute per la vendita, pari a 11 milioni di euro al 31 dicembre 2016 (1.490 milioni di euro al 31 dicembre 2015), includono partite minori mentre al 31 dicembre 2015 includevano principalmente le attività e passività di Slovenské elektrárne e Hydro Dolomiti Enel.

Il capitale investito netto al 31 dicembre 2016 è pari a 90.128 milioni di euro ed è coperto dal patrimonio netto del Gruppo e di terzi per 52.575 milioni di euro e dall’indebitamento finanziario netto per 37.553 milioni di euro. Quest’ultimo, al 31 dicembre 2016, presenta un’incidenza sul patrimonio netto di 0,71 (0,73 al 31 dicembre 2015).